The last man on Earth – Recensione

The last man on Earth è una serie televisiva statunitense ambientata in un futuro post apocalittico, in cui Phil Miller (Will Forte) è l’ultimo uomo sulla terra.

In Italia la serie è stata trasmessa in prima visione da Fox Comedy di  Sky, a partire dal 28 aprile 2015 per 4 stagioni.

Ciò che rende questa commedia dark un must da guardare è Will Forte, che interpreta Phil “Tandy” Miller, uno sciocco di buon cuore ,ma fastidioso, che scopre di essere l’ultimo uomo sulla Terra.

Dopo aver viaggiato attraverso gli Stati Uniti, il Messico e il Canada, Tandy è testimone degli effetti mortali che il virus ha avuto nel decimare la popolazione terrestre e, dopo aver fallito nel trovare altri esseri umani, torna a casa a Tucson, in Arizona.

Con un intelligente omaggio a Wilson di Tom Hanks nel film Castaway,  Tandy tenta  di riempire il vuoto  della solitudine disegnando facce su diversi palloni  con cui diventa intimo amico, ma mentre sembra tutto perduto incontra Carol (Kristen Schaal) che arriva giusto in tempo per salvare il nostro eroe da un pericolo imminente.

The last man on Earth Recensione

Phil Miller è una persona egoista che a volte rasenta l’essere un sociopatico schietto, e, tuttavia, è quello per cui dovremmo tifare mentre guardiamo, questo è ciò che lo rende così interessante, Phil farà di tutto per ottenere ciò che vuole senza preoccuparsi di chi sta ferendo intorno a lui.

Lui non riesce a connettersi, sembra essere sempre fuori luogo e  a volte si sente ancora più solo sebbene  circondato da persone; è costantemente in contrasto e in grado di far arrabbiare i membri del gruppo  e ha problemi costanti su come essere un amico e un partner.

Tutti i personaggi, abbandonati  in situazioni poco familiari e scomode; portano nuove relazioni, dinamiche e lotte di potere.

‘Last Man’ affronta grandi questioni, come la nostra imminente estinzione dovuta al riscaldamento globale e al consumismo scellerato, ma lo fa in un modo divertente, non è mai una predica.

Non è uno show su come finirà il mondo, ma piuttosto su come qualcuno potrebbe comportarsi se si verificasse l’apocalisse, proprio questa imprevedibilità rende tutto più divertente da guardare e la soluzione migliore è cominciare dall’inizio.

Dal nostro inviato in America

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