Radiazioni troppo alte la Francia ritira l’iphone dal commercio

In Francia è stata sospesa la vendita degli iPhone 12

In Francia è stata sospesa la vendita degli iPhone 12. La decisione è stata comunicata dall’Agenzia nazionale delle frequenze francese (Anfr), che ha stabilito il temporaneo ritiro dal mercato di questo modello di smartphone perché emette troppe onde elettromagnetiche rispetto a quelle concesse dalle norme europee.

Il tasso di assorbimento delle onde elettromagnetiche è misurato dal tasso di assorbimento specifico (Sar). Il Sar si misura in watt per chilogrammo (W/kg) e la normativa europea prevede un limite massimo di 4 W/kg per l’assorbimento di radiazioni provenienti da un apparecchio tenuto in mano o in tasca. Indagando sulle radiazioni emessa da un iPhone 12 tenuto in mano o in tasca, l’Anfr ha misurato un’emissione di 5,74 watt per chilogrammo, un valore che supera di 1,74 il valore massimo stabilito dalle direttive europee. Dallo stesso test, invece, è emerso che le radiazioni assorbite a una distanza di cinque centimetri dal corpo rispettavano il limite di 2 watt per chilo.

L’agenzia francese ha chiesto ad Apple di “adottare tutti i mezzi” per risolvere il problema anche sugli apparecchi già venduti. Apple dovrà procedere con un aggiornamento del software e, come riportato da Le Figaro, l’azienda ha due settimane a disposizione per procedere. Intanto, i controlli sulla vendita degli iPhone 12, nel mercato transalpino dal 2020, sono iniziati già dal 12 giugno “in tutti i canali di distribuzione disponibili in Francia”.

Nelle stesse ore a Cupertino, nella Silicon Valley, si svolgeva la cerimonia di lancio del nuovo iPhone15. La buona riuscita dell’evento era già stata minacciata dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, dato che pochi giorni fa Pechino ha vietato l’utilizzo di iPhone per tutti i funzionari governativi. Lo stop delle vendite degli iPhone 12 è un’altra cattiva notizia per Apple.
Le regole sono uguali per tutti, anche per i colossi digitali”, ha detto a Le Parisien il ministro francese per il Digitale e le telecomunicazioni, Jean-Noël Barrot.

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