mercoledì, Luglio 28, 2021
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The end of the F***ing world – Recensione

The end of the F***ing world è una serie televisiva britannica creata da Jonathan Entwistle e inspirata al fumetto omonimo di Charles Forsman.

La prima stagione è andata in onda su Netflix il 5 gennaio 2018 e la seconda ed ultima il 5 novembre 2019.


E’ la storia di due adolescenti inglesi, in un viaggio senza meta, per trovare risposte che l’incomunicabilità col mondo degli adulti non gli ha mai fornito ed un posto in questo f***ing di mondo.

Anche se alla fine il viaggio prenderà tutt’ altra piega.

James(Alex Awther) è un 17enne solo e taciturno, vive con il padre, e sin da piccolo prova piacere nell’ uccidere e vivisezionare animali.

Ma ora è il tempo di fare l’ upgrade ed uccidere un essere umano e la sua scelta ricade su Alyssa(Jessica Barden).

Anche lei 17enne, lunatica e ribelle, il padre è scappato anni prima e la madre ha risposato un ricco imprenditore che guarda a lei in modo molto più che ‘paterno’.

Lei annoiata e ignara degli intenti di Alex decide di andare con lui.

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The End Of The F***ing World: 5 punti per raccontare la serie del momento |  Deer Waves

Il viaggio di questi 2 novelli Thelma&Louise comincia con il furto dell’ auto del padre di Alex e da li per 8 episodi sarà un viaggio catartico, pieno di scoperte personali e anche doloroso.

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Anche se è difficile definire i protagonisti personaggi simpatici, si crea da subito un empatia con loro, nonostante loro disprezzino le loro vite senza senso e le persone in esse contenute.

Visto che sono persone di poche parole, lo stile narrativo dello show(tipico dark humor britannico) offre una visione dei sentimenti più intimi di entrambi, tutto ciò che dicono, che pensano e che ricordano nelle scene coi flashback aiutano gli spettatori a capire lentamente questi due adolescenti complessi e, soprattutto, ciò che li attrae l’uno all’altro.

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La fine del mondo del titolo rappresenta la metafora della fine dell’adolescenza, quello step per entrare nella vita adulta, il raggiungimento di un ideale che non ti rende appagato ma apre nuove terre di conquista.

La seconda stagione, come nella precedente sviluppata intorno a un viaggio, è differente.

Anche se dopo l’ultimo episodio, non sembrava necessaria una seconda storia, devo ammettere che non è stato un male anzi ha compiuto un passo in avanti perché i personaggi sono più maturi, alla ricerca di una vita normale e il desiderio di non perdere la persona amata.

Dal nostro inviato in America

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