Squid game – Recensione

Squid game è una serie televisiva sudcoreana, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk. La serie è stata distribuita in tutto il mondo su Netflix a partire dal settembre 2021.

Costituita da nove episodi fu concepita da Hwang sulla base delle sue personali difficoltà giovanili e delle disparità socio-economiche vigenti in Corea del Sud.

Questo nuovo spettacolo coreano di Netflix è diventato il più visto in 90 paesi entro dieci giorni dalla sua uscita, rendendolo un fenomeno globale.

Lo spettacolo si concentra su Gi-hun, un uomo profondamente indebitato per sommesse e incapace di mantenere se stesso o la sua famiglia. Un uomo alla stazione dei treni gli fa fare uno strano gioco per 100.000 Won (circa 83 dollari). Dopo essere stato picchiato un po’, Gi-hun ottiene i suoi soldi e una carta con un numero di telefono.


La prossima cosa che sappiamo è che è in gioco con altri 455 giocatori in divisa verde. A questi giocatori viene detto di partecipare a giochi ispirati ai giochi dei bambini coreani per avere la possibilità di alleggerire i propri debiti.

L’orrore è nella semplicità. Trasformare questi giochi per bambini in sfide orribili e mortali crea un livello di ansia, paura e realtà negli spettatori che ritornano a quella piccola sensazione di impotenza che si prova solo da bambini, fondamentale nelle tue emozioni e dipendente da chi ti circonda.

Come in “The Hunger Games” o “The Purge” c’è un inconfondibile senso di realtà nello spettacolo, e’ facile vedere un gioco come questo diventare realtà poiché cose come il cambiamento climatico, il divario di ricchezza e altro continuano a cambiare la nostra realtà economica e politica.

Forse la cosa che rende questo spettacolo così orribile e buono non è la meraviglia cruenta e infantile, ma il fatto che nella nostra mente, sappiamo che potrebbe facilmente essere una realtà.
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a prima metà dello spettacolo è migliore nell’azione e nella qualità dei contenuti rispetto alla seconda metà, mentre l’ultima parte offre un commento politico e sociale più esplicito, “Squid Game” funge da metafora per condividere una visione cinica ma importante dello stato attuale del mondo.

Ogni volta che emozioni profonde ti deflagrano nel petto, a volte ti sembra di tornare all’infanzia: indifesi, soli, spaventati e incontrollabili, questi sentimenti ci riportano alle nostre radici primitive, alle nostre vite naturali. Il successo distopico dello show mantiene il suo pubblico in quello spazio mentale primitivo, con sangue, giochi per bambini e un senso inconscio della realtà.

Dal nostro inviato in America
Bono Poda

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