Cosa sta succedendo allo SPID
SPID resta il sistema pubblico di identità digitale per accedere ai servizi online di PA e privati aderenti, ma la nuova convenzione con AgID e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha aperto alla “valorizzazione economica” della base utenti, cioè alla possibilità di far pagare il servizio agli utenti finali. Già dal 2025 alcuni gestori come Aruba e InfoCert hanno introdotto canoni annui di pochi euro, motivando la scelta con i costi di gestione e sicurezza della piattaforma.
Il punto di svolta è l’ingresso di PosteID nel club dei provider a pagamento, perché gestisce circa il 72% delle identità SPID attive: parliamo di quasi 29 milioni di utenti che si ritrovano, a vario titolo, coinvolti nel cambiamento.
SPID di Poste diventa a pagamento
Poste Italiane ha comunicato agli utenti che lo SPID con PosteID diventa ufficialmente a pagamento dal 1° gennaio 2026, con un canone di 6 € all’anno. Il primo anno resta gratuito per i nuovi attivati, mentre chi ha già una identità attiva pagherà solo al momento del rinnovo, entro 30 giorni dalla data di scadenza indicata nell’area personale o nell’app.
Se non viene effettuato il pagamento entro la finestra prevista, l’identità digitale viene sospesa e non è più possibile usare le credenziali SPID Poste per accedere ai servizi online fino a regolarizzazione. Poste non è comunque l’unico IdP a pagamento: InfoCert, ad esempio, ha introdotto un canone di circa 5,98 € annui, mentre altri provider applicano modelli simili o misti con primo anno gratuito e rinnovo a pagamento.
Gli altri identity provider: chi è ancora gratuito
Non tutti i gestori SPID sono passati al pagamento: esistono ancora diversi IdP che rilasciano e mantengono l’identità gratuitamente, soprattutto se si usa la CIE o altri strumenti per il riconoscimento a distanza. Nella lista dei provider SPID si trovano nomi come Namirial, Sielte, SpidItalia, Intesi Group, EtnaID e altri, che in molti casi consentono l’attivazione senza canone annuo purché si scelga una modalità di riconoscimento “self” (CIE, CNS, firma digitale, tessera sanitaria con chip).
La scelta del gestore oggi non è più solo una questione di usabilità dell’app, ma anche di modello economico: alcuni puntano su SPID come servizio freemium agganciato ad altri prodotti, altri lo monetizzano direttamente con un canone. Per un utente che vuole restare nel mondo SPID senza costi, il primo passo pratico è verificare quali provider offrono ancora attivazione e mantenimento gratuiti e se supportano modalità di attivazione comode (es. riconoscimento via CIE NFC dallo smartphone).
Alternative allo SPID: CIE, CNS e non solo
Chi non vuole pagare il canone SPID (o preferisce non cambiare IdP) ha diverse alternative per continuare ad accedere ai servizi digitali della PA.
Le principali sono:
- CIE (Carta d’Identità Elettronica)
È il documento d’identità elettronico che contiene anche l’identità digitale e consente l’accesso ai servizi online tramite PIN, app CieID e NFC o lettore smart card. Ha tre livelli di autenticazione (1, 2 e 3), equiparabili a quelli di SPID, ed è al centro delle strategie nazionali ed europee per l’identità digitale, compreso l’IT-Wallet e il futuro wallet europeo. - CNS (Carta Nazionale dei Servizi / Tessera Sanitaria abilitata)
È una smart card che contiene un certificato digitale per autenticarsi ai servizi, spesso integrata nella Tessera Sanitaria regionale; richiede un lettore smart card o uno smartphone compatibile. Viene rilasciata gratuitamente (o con costi simbolici) da Regioni/ASL e rimane un’alternativa valida dove i servizi non sono ancora pienamente integrati con SPID e CIE. - Credenziali specifiche di singoli enti
In alcuni casi restano utilizzabili le credenziali Fisconline/Entratel per l’Agenzia delle Entrate, Sister per il catasto e altri sistemi verticali, anche se la tendenza generale è convergere su SPID e CIE per semplificare il quadro.
In prospettiva, le politiche nazionali sembrano orientate a rafforzare CIE come pilastro dell’identità digitale, con SPID che resta importante ma sempre più integrato e potenzialmente soggetto a modelli economici sostenibili per i gestori.
Cosa conviene fare oggi
Dal punto di vista dell’utente “medio”, la scelta pratica si riduce a tre scenari:
- Restare con SPID Poste e accettare il canone di 6 € l’anno, comodamente gestito via app e con una piattaforma che già si conosce.
- Migrare a un altro IdP SPID che offre ancora servizio gratuito, verificando modalità di attivazione, tempi e affidabilità del gestore (soprattutto se si usano spesso servizi critici come INPS, Agenzia Entrate, PagoPA).
- Usare sempre più la CIE come credenziale principale, sfruttando app e IT-Wallet, e tenendo SPID come soluzione di backup finché resta conveniente.
Gli identity provider SPID alternativi a Poste non solo esistono, ma in diversi casi permettono ancora di avere lo SPID senza canone annuo, soprattutto se si usa CIE, CNS o altri sistemi di riconoscimento “forte” in fase di attivazione.
IdP SPID alternativi principali
Gli identity provider SPID accreditati da AgID sono oggi una dozzina: tra questi, oltre a Poste, ci sono Aruba, InfoCert, Lepida, Namirial, Sielte, TIM, Register (SpidItalia), TeamSystem, Intesi Group, EtnaID e altri soggetti privati. Tutti rilasciano credenziali con la stessa validità ai fini dell’accesso a servizi pubblici e privati, ma cambiano molto per costi, modalità di riconoscimento e strumenti offerti (app, OTP via SMS, autenticazione da estero, livello 3, ecc.).
Una distinzione chiave oggi è tra provider che hanno introdotto un canone annuo (come Poste, Aruba, InfoCert, TeamSystem, Register.it) e provider che mantengono il servizio gratuito purché l’utente accetti certe condizioni, ad esempio usare CIE o firma digitale per il riconoscimento o recarsi presso sportelli fisici abilitati.
Provider che offrono SPID gratuito
Secondo gli aggiornamenti più recenti, restano disponibili diversi gestori che forniscono SPID senza canone annuo, anche dopo l’introduzione del pagamento per PosteID. In particolare vengono spesso citati come provider “a costo zero” (salvo eventuali spese di riconoscimento iniziale):
- EtnaID (EHT – Etna HiTech)
- ID InfoCamere
- Intesi Group (IntesaID)
- Lepida (LepidaID)
- Namirial (Namirial.ID)
- Sielte ID
- TIM ID
Questi IdP in genere restano gratuiti se l’utente sceglie modalità di riconoscimento basate su strumenti che già possiede (CIE con PIN e NFC, CNS, firma digitale, tessera sanitaria con chip) oppure se sfrutta sportelli fisici gratuiti messi a disposizione da PA locali o camere di commercio. Possono però essere previsti costi per riconoscimento via operatore video o per OTP via SMS, a seconda del provider e del piano scelto.
Come scegliere l’IdP alternativo
La pagina ufficiale “Come scegliere tra i gestori di identità digitale” ricorda che tutte le identità SPID hanno la stessa validità legale: la scelta dipende quindi da ciò che per l’utente è più comodo e sostenibile. I criteri pratici più rilevanti sono:
- Costi: presenza o meno di un canone annuo, eventuali costi per riconoscimento o OTP
- Modalità di riconoscimento: CIE/CNS, firma digitale, videochiamata, sportello fisico, disponibilità per chi vive all’estero
- Livelli di sicurezza supportati: non tutti gli IdP offrono il livello 3 o certe opzioni avanzate
- Esperienza d’uso: app dedicate, notifiche push, qualità del supporto, facilità di recupero credenziali
Per un utente che vuole “uscire” da Poste senza pagare, una strategia molto concreta è: recedere da PosteID entro i termini concessi, scegliere uno degli IdP che offrono SPID gratuito e completare l’attivazione usando la propria CIE o un altro strumento già in possesso.











