Google non sarà più il motore di ricerca predefinito su Android. La fine di un era?

Nella schermata iniziale saranno offerte 5 opzioni tra i motori di ricerca più diffusi nel Paese e altri 7 saranno presentati sotto. La mossa dopo la stretta dell’Antitrust europea

Android (Getty Images)
Android (Foto: Getty Images)

All’interno dell’Unione europea Google non sarà più il motore di ricerca predefinito automaticamente su tutti i dispositivi Android. Dopo due anni da una sentenza della Commissione e a seguito di numerose proteste sollevate dai competitor dell’azienda californiana, Android consentirà agli utenti di poter scegliere tra diversi motori di ricerca, attraverso una schermata che apparirà durante la configurazione iniziale di tutti i dispositivi. Inoltre, i proprietari dei vari browser non dovranno più pagare a Google la presenza sulla schermata di ricerca iniziale, come avvenuto finora, ma saranno mostrati gratuitamente.

“Stiamo approntando le modifiche finali al Choice screen – ha dichiarato il direttore di Google, Oliver Bethell, in un post – per rendere gratuita la partecipazione degli altri browser e aumentare il numero dei motori di ricerca presenti”. I cambiamenti entreranno in funzione da settembre e saranno disponibili sui tablet e gli smartphone in vendita in Unione europea.

Nel 2018 la Commissione ha multato Google per 4,24 miliardi di euro con l’accusa di aver usato Android per consolidare il dominio del suo motore di ricerca. Da allora Google ha concesso di scegliere un massimo di 4 browser alternativi in fase di configurazione iniziale dei dispositivi, ma solo a seguito di aste in cui il colosso californiano metteva in vendita questi spazi. L’attuale cambiamento di direzione dipende probabilmente dalla stretta antitrust che le istituzioni e i vari paesi europei stanno compiendo nei confronti delle grandi compagnie del digitale.

Da settembre quindi, i 5 motori di ricerca più popolari in ogni stato membro, compreso Google, saranno visualizzati in ordine casuale nella parte superiore dello schermo, mentre fino a un massimo di altri 7 verranno mostrati nella parte inferiore. In questo modo, secondo la Commissione europea, i diversi motori di ricerca avranno la possibilità di competere più equamente nel mercato, sulla base del prodotto da loro offerto.

Fonte: Wired

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